Tratto da "Sen to Rīgu daudzināja" di Jānis Straubergs
Ci sono momenti diversi nella vita di una nazione: epoche in cui si avanza rapidamente, in cui si creano grandi valori culturali e materiali, ed epoche in cui lo spirito creativo della nazione, per ragioni esterne o interne, sembra ristagnare senza produrre nulla di nuovo. La rapida era di sviluppo della vita della nostra nazione è iniziata nella seconda metà del secolo scorso (1800, ndt), quando si stava accumulando il grande capitale della nostra cultura nazionale. In quest'epoca di ritmi di vita veloci e di grandi conquiste, non c'era molto tempo per interessarsi e studiare le cause che avevano creato questo grande progresso nella cultura spirituale e materiale. Ma sappiamo che nulla accade senza una causa, e anche questa grande fioritura ha basi più profonde e radici più antiche.
Per capire bene l’apparire di una nazione nella storia, è necessario conoscerne le cause, che spesso si trovano in un passato lontano. Pertanto, per comprendere correttamente le condizioni storiche che hanno preparato il terreno per le grandi conquiste nel campo della cultura nazionale lettone, mi soffermerò brevemente su quell'angolo della nostra Lettonia da cui sono emerse le correnti spirituali che hanno preparato il terreno per i grandi progressi della cultura lettone. La Riga lettone.
Sorge spontanea una domanda: come ha potuto Riga, che secondo le antiche fonti storiche non era nemmeno considerata una città lettone fino al XIX secolo e di cui si dice che i lettoni sono sempre stati "una minuscola e povera minoranza", diventare un fattore così significativo nello spirito e nella cultura materiale del popolo lettone?
Il fatto è che abbiamo sempre ricevuto le notizie su Riga da fonti estranee, i cui autori si preoccupavano soprattutto di servire una certa ideologia, non la verità della storia. Quasi tutte le fonti storiche da cui abbiamo attinto finora informazioni sui primi cento anni di storia della nostra nazione, cioè la fondazione di Riga e la conquista del Baltico, tendono a giustificare l'invasione tedesca con la loro missione cultural: „Ecco, vedete, hanno portato la cultura a questi selvaggi - lettoni ed estoni”. In realtà, sono stati questi nobili portatori di cultura a interrompere lo sviluppo naturale e distintivo della cultura lettone per molti secoli, distruggendo le unità amministrative ed economiche che erano le basi naturali dello sviluppo culturale lettone. Il giogo di questi invasori stranieri non solo ha fermato e paralizzato il naturale progresso della cultura popolare lettone, ma l'ha addirittura fatta arretrare di diversi secoli. Tuttavia, la forza potenziale del popolo lettone era talmente grande che esso è stato in grado di recuperare una parte significativa di ciò che era andato perduto e lasciato indietro negli ultimi decenni. Considerata la soggettività degli storici stranieri, possiamo quindi comprendere anche la nascita di alcune leggende sui primi secoli della nostra storia e soprattutto quella secondo cui il vescovo Alberto avrebbe fondato Riga. Come fatto di particolare importanza a questo proposito, il prof. Arnolds Spekke (scrittore, storico e diplomatico, ambasciatore in Italia dal 1933 al 1939, ndt) sottolinea che in alcune cronache tedesche l'arrivo dei tedeschi nel Baltico è trattato alla stregua della scoperta dell'America, dove Colombo trovò dei selvaggi. Lo scopo di queste leggende è quello di giustificare la stessa conquista e violenza dei conquistatori, poiché tutto è lecito nella lotta contro i selvaggi - specie se i conquistatori vogliono portare loro la fede e la cultura cristiana. Questa soggettività degli storici ci spinge ad avvicinarci alle fonti storiche di quell'epoca - le cronache - con diffidenza. Possiamo fidarci della fonte principale della storia di quest'epoca, la Cronaca di Enrico, solo finché non inizia a lodare il vescovo Alberto.
Finora si riteneva che Riga fosse stata fondata dal vescovo Alberto, ma questo non è storicamente corretto, perché Riga era già un porto livone prima dell'arrivo dei tedeschi, ampiamente utilizzato anche dagli scandinavi. È difficile ricostruire la storia antica di Riga dal materiale archeologico, perché Riga è stata incendiata più volte e le macerie hanno creato nuovi strati, ma è chiaro che Riga esisteva prima dell’arrivo dei tedeschi e che questi ultimi non hanno fondato Riga. I lettoni avevano già iniziato a penetrare a Riga prima dell'arrivo dei tedeschi, come si evince dalla duplice divisione dei terreni dei Seloni (lettoni) di Riga in nuovi e vecchi, ovvero quelli acquisiti prima o dopo l'arrivo del vescovo Alberto.
Nel XIII secolo, quando i tedeschi ottennero la supremazia sui lettoni e sui livoni, iniziò un grande afflusso di lettoni a Riga. I lettoni non furono sconfitti sul campo, ma si arresero al dominio tedesco dopo che fu loro garantita l'inviolabilità della loro persona e dei loro beni per sempre (bolla papale del 1224).
Il vescovo Alberto infatti agì nello spirito di queste garanzie, ovvero non prese a nessuno la terra con la forza e formalmente fece in modo che sembrasse che i proprietari avessero dato la terra ad Alberto. I tedeschi giunsero così al potere, ma lo usarono contrariamente a tutti i privilegi promessi, saccheggiarono le terre, le proprietà e la libertà personale dei lettoni.
L'eccezione fu Riga, dove i lettoni mantennero la loro libertà e i loro diritti, concessi anche ai lettoni provenienti dalle campagne, perché un servo della gleba poteva acquisire lo status di cittadino dopo aver vissuto per un certo periodo di tempo a Riga. Alla fine del XIV secolo, i lettoni avevano già allontanato gli abitanti originari di Riga, i livoni. Fino al XVII secolo, i lettoni di Riga non conoscevano restrizioni nazionali. Riga è una città di lettoni, tedeschi e livoni dove, stando alle statistiche, i tedeschi non sono mai stati la maggioranza e il loro numero non ha mai superato il 45%.
Finché Riga non ha conosciuto restrizioni nazionali per i lettoni e finché non ci sono stati disaccordi tra cittadini tedeschi e lettoni, Riga ha prosperato. Con l'emergere degli antagonismi nazionali e di varie restrizioni nei confronti dei cittadini non tedeschi, Riga perse la sua grande importanza. I livoni e i lettoni furono anche i principali difensori di Riga. Il lettone è sempre stato la lingua dominante a Riga nei settori del lavoro, mentre il tedesco era la lingua della società. Fino alla Riforma non ci sono stati conflitti tra lettoni e tedeschi, solo intorno a questo periodo sono sorti antagonismi nazionali e i tedeschi hanno iniziato a separarsi dai lettoni. Questo isolamento è più evidente nelle corporazioni, che diventano il principale sostegno nella lotta dei tedeschi per il potere economico a Riga. La Grande Gilda era la gilda dei mercanti ed era difficile per un lettone entrarvi. Nella Piccola Gilda invece entravano anche artigiani lettoni. I tedeschi cercano di limitare o persino di escludere completamente i lettoni dai mestieri e dal commercio. Tuttavia, non riescono a privare completamente i lettoni del diritto di lavorare come artigiani.
I tedeschi vogliono emanare norme che vietino ai lettoni di aprire e gestire una taverna, produrre birra, ecc. ma nel XVII secolo i lettoni respingono tutti questi attacchi. Nel XVIII secolo, i tedeschi, per impedire la concorrenza lettone, fecero approvare una legge che prevedeva l'esproprio dei territori lettoni. I lettoni riacquistano questo diritto, questo evento suscita entusiasmo in tutti i lettoni di Riga e la vittoria dà nuovo vigore alla lotta per i vecchi diritti. Le corporazioni dei mestieri lettoni avevano raccolto con cura le leggi che definivano i loro diritti, perché non si erano mai fidate dei tedeschi. Scorrendo le vecchie carte commerciali dei portatori di sale, si scoprì che i lettoni avevano in precedenza i diritti dei proprietari terrieri, che furono tolti solo in seguito. Anche questo diritto viene dimostrato, ma il Senato corrotto ribalta la decisione. Nel 1784 il Senato ordina che tutti i legnaioli lettoni siano registrati come cittadini. Nel 1785 le leggi russe abolirono le vecchie corporazioni, e i diritti dei proprietari terrieri erano ora determinati non dalla benevolenza tedesca, ma dalla legge. Chiunque avesse una casa o un certo capitale poteva entrare nei ranghi dei proprietari o dei mercanti e acquisire i diritti di un proprietario. Furono molti i lettoni che acquisirono lo status di cittadini grazie a questa legge, e altri avrebbero potuto acquisirlo nei tempi futuri con buona volontà. Questa circostanza era di grande importanza psicologica. Così iniziò la fioritura della cultura materiale lettone, che fu la base per la fioritura della cultura spirituale che seguì pochi decenni dopo. I lettoni non solo ottennero grandi ricchezze, ma occuparono anche posizioni di rilievo nei servizi amministrativi e militari.
Intorno al 1800 si verificarono dei cambiamenti nella vita lettone: cominciarono ad arrivare a Riga i ricchi lettoni provenienti dalle campagne, che si erano sottratti alla servitù della gleba per mezzo del denaro o come reclute, e alcuni lettoni liberi della Semigallia, che avevano conservato la libertà dai tempi antichi. Così, all'inizio del XIX secolo, emerse a Riga un gruppo forte ed energico di lettoni, che ottenne grandi successi soprattutto nel campo della cultura materiale e aprì ai lettoni di Riga molte porte che prima erano chiuse. Questa prima ondata di combattenti per la nazione lettone è poi scomparsa, perché si è germanizzata. Questo si evince dagli elenchi dei membri delle parrocchie di Riga. A quel tempo, un lettone ricco e istruito non era considerato dai tedeschi un lettone, ma un tedesco. I tedeschi erano molto desiderosi di sposare le figlie dei ricchi lettoni. Sebbene questa generazione sia andata perduta per il popolo lettone, i suoi meriti devono essere riconosciuti, perché ha fatto guadagnare ai lettoni una posizione rispettabile a Riga. Ha solcato strade che sono rimaste per sempre di proprietà del popolo. Queste lotte gettarono le basi per l'epoca successiva al 1850, l'epoca del risveglio nazionale. Alla fondazione della Società lettone di Riga erano presenti anche gli anziani degli antichi mestieri lettoni, fra i quali il primo in assoluto si considera il mestiere del salinaro il cui anno di nascita si fa risalire al 1150, a testimonianza di una tradizione forte che ha saputo resistere per 700 anni a tutti gli attacchi tedeschi. I lettoni di Riga non dimenticarono mai che i tedeschi erano solo dei nuovi arrivati a Riga e il ricordo dei loro antichi diritti li incoraggiò a reclamarli per diventare i signori di Riga. Questa lotta secolare dei lettoni per i loro diritti fu la base profonda che permise ai lettoni di riprendere la lotta a Riga alla fine del XIX secolo e di ottenere una vittoria rapida e sicura sui tedeschi in campo culturale ed economico.
Il battesimo dei livoni nella Daugava
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